In giacca e cravatta…
Posted by Matte0 | Posted in Onan (old blog) | Posted on 27-02-2004
In giacca e cravatta anche oggi, cazzarola! Sta diventando un’abitudine.
In giacca e cravatta anche oggi, cazzarola! Sta diventando un’abitudine.
Ieri sera sono andato al Civico 32, un posto un po’ alternativo, a sentire il mio ex-professore e relatore, Roberto Grandi che ha fatto un intervento sul tema “informazione”.
All’entrata un cartello meraviglioso:
Prima di entrati siete pregati di spegnere le sigarette, o almeno di abbassare la suoneria del cellulare
Alle pareti bellissime foto di Fo, Luttazzi, Guccini, De Andre’, Grillo e altri. Due fiaschi di vino e bruschettine con pomodoro e origano, vecchi divani e sedie di legno.
La mini-conferenza è stata interessante, a tratti anche divertente, anche se i temi non erano particolarmente nuovi e la maggior parte delle cose le avevo già sentite a lezione. Per scelta non si è parlato di Berlusconi e tutto il resto, e per una volta va bene così.
Ovviamente a rovinare parzialmente la serata non poteva mancare il personaggio tipico di questo tipo di iniziative: quello/a che fa le domande non per chiedere qualcosa ma per parlare e mettersi in mostra. E’ una cosa che non tollero assolutamente!
In questo caso era una donna, sui 30/35 anni, brutta come un culo brutto e con una voce tipo Rosa Russo Jervolino. Chiaramente era in prima fila, e devo confessare che sono stato tentato più di una volta di metterle le mani al collo e stringere fino a sentire un inconfondibile rantolo di morte. Purtroppo non ho avuto il coraggio…
Giuro che al prossimo che, dopo avermi detto il suo indirizzo e-mail, specifica “tutto minuscolo” rispondo “ah, minuscolo come il tuo cervello?”
Questa mattina, su La7, c’erano tutti i rappresentanti dei partiti minori. Ad un certo punto Antonio Di Pietro parte con un intervento sul rifinanziamento della missione italiana in Iraq, dicendo:
“Io sono sempre stato per posizioni estreme, non sono mai stato per i NI. I ni fanno un po’ Ponzio Pilato. Ponzio Pilato l’ha fatto una volta ed Erode ha ucciso un sacco di bambini”
Ora, io non sono certo un esperto di testi sacri, ma mi pare che ci sia qualcosa che non va…
Questo week-end ho fatto una cosa che non credevo avrei mai fatto: ho pagato 2 euro per una suoneria!
E’ proprio vero che più si invecchia e più si torna bambini…
In America
Sconsigliato a chi vuole passare una serata all’insegna dell’allegria! Jim Sheridan è molto bravo a giocare con i sentimenti e con le tragedie umane (dai titoli di coda mi è parso di capire che si tratti di una storia autobiografica, ma non ne sono certo), e a sfruttare la recitazione, formidabile, delle due bambine.
Il film è indubbiamente fatto bene e curato nei dettagli. Per 3/4 è davvero coinvolgente e commovente, Samantha Morton merita la candidatura all”Oscar come miglior attrice protagonista. La parte finale però è un po’ troppo buonista e, mi si passi il termine, paracula, rovinando in parte l’atmosfera ed il senso del film.
Il cast è tutto all’altezza, anche se la candidatura di Djimon Hounsou a miglior attore non protagonista mi pare eccessiva.
Voto: @@@ e mezzo
Errata corrige: una delle due segretarie è gnocca! :)
Ieri sera, appena tornato dal lavoro ho dato l’aspirapolvere, ho dato una passata veloce al bagno e ho cucinato gli gnocchi con i porri e i broccoli. Mrs. Doubtfire mi fa una pippa! (oddio che brutta immagine…)
Tutto può succedere
Il film non è un gran che, d’accordo, è la classica commediola leggera americana, con tutti gli annessi e connessi.
Gli attori però sono bravi (a parte Keanu Reeves* che è di gomma): Jack interpreta se stesso, la McDormand, dopo aver rubato un Oscar per Fargo, si ritaglia un ruolo da caratterista che le si addice maggiormente, la figlia, Amanda Peet, si lascia guardare. Ma la vera star è Diane Keaton: bellissima (anche una scena di quasi nudo), maestosa, traboccante, meravigliosa. Le sue scene di pianto mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi dal ridere, vale da sola il prezzo del biglietto!
Voto: @@@
* La sua più grande interpretazione resta il killer improvvisato e strafatto, assieme a William Hurt in “Ti amerò fino ad ammazzarti”.
Il mio collega di Rovigo (parlata insopportabile!) si è presentato a pranzo con un orrido “Viva la mamma” Beretta. Confermo che è lo stesso Beretta delle pistole: quella roba è un’arma di distruzione di massa!