Modelli di welfare
Posted by Matteo | Posted in Icantbelieveit! | Posted on 22-10-2007
Facciamo un’Italia nuova. Come dice VW. Giusto, ma come? Mi permetto di avanzare qualche modello di riferimento a cui ispirarsi.
Modello Yupik – Con un paio di decreti legge ben assestati, il governo di centro sinistra introduce le regole valide per la pesca alla foca nell’Alaska centrale: ogni pescatore avrà contratti di tre mesi rinnovabili all’infinito finché è in grado di pescare. Il lavoratori non più produttivi vengono triturati e usati come mangime per i salmoni. Secondo gli economisti liberisti di sinistra, il modello è praticabile pur con qualche correzione.
Modello Vaticano – Questa piccola nazione ha risolto brillantemente i suoi problemi di welfare: i dipendenti glieli paga un altro stato e ha fortissimi sconti sulle tasse. Un modello entusiasmante secondo molti osservatori, secondo cui questo modello sociale non è “né di destra né di sinistra”, ma maledettamente astuto.
Modello Naniki – Questa piccola popolazione di agricoltori del Borneo ha risolto per sempre il passaggio dal lavoro precario al lavoro stabile. Il lavoratore precario diventa lavoratore a tempo indeterminato con una toccante cerimonia durante la quale gli vengono strappati i due alluci. Secondo le confederazioni sindacali, il modello Naniki non è così negativo, e propongono di aprire un tavolo per trattare sulla base di un alluce e mezzo.
Modello Danese – Nel giro di cinque anni diventiamo tutti biondi e siamo tutti licenziabili in ogni momento. In cambio, paghiamo tasse altissime e abbiamo un vero welfare che ci protegge. Confindustria e sinistra riformista sono perfettamente d’accordo solo sulla prima parte.
Modello Lanao – Nelle località agricole interne alla provincia di Lanao, nelle Filippine, si sono usati per anni immigrati a basso costo e schiavi per abbassare il potere contrattuale dei lavoratori locali. E’ un buon modello, dicono gli economisti liberisti, ma non è nuovo, lo usiamo pure qui da almeno un decennio.

posto che tutti biondi non possiamo diventarlo, direi che il modello vaticano è il migliore…